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Ostello sul fiume

Ostello sul fiume

Sul sedime di un antico meandro fluviale rettificato nel ‘900 sorge il nuovo edificio adibito ad ostello, finanziato con Fondi Regionali-Europei. L’area di progetto, allargamento puntuale della fascia di verde che si sviluppa lungo tutta la via d’acqua, ospita strutture per un turismo legato allo sport, alla riabilitazione e all’ambiente scarsamente antropizzato di questo tratto del Canal Bianco. Il nuovo edificio, prende spunto dalla tipologia polesana della “boaria”, edificio basso in linea di ausilio a quello principale, e si rapporta all’ostello esistente come potenziamento delle dotazioni turistiche. L’edificio, posto a chiusura meridionale dell’area, è caratterizzato da un portico che si sviluppa per una lunghezza di sessanta metri e diventa elemento fondamentale della progettazione. L’orientamento del fabbricato è determinato, infatti, in modo che il portico diventi il cannocchiale visivo verso il paesaggio e la Chiesa di Bosaro, facendo diventare l’architettura, la campagna veneta e il fiume elementi della composizione. Nell’intento di dare maggior risalto al paesaggio circostante la zona porticata è completamente bianca e le aperture, rientranti, si leggono come sequenza di tagli nello spessore del muro di chiusura. Lo sguardo del visitatore che cammina al riparo del portico è pertanto captato verso l’esterno, ritmato solo dalla sequenza plastica dei pilastri. Il dettaglio metallico di connessione tra pilastro e solaio, antitesi del capitello, nega apparentemente l’appoggio alla copertura che sembra staccarsi, soprattutto di notte quando le luci inserite all’interno dell’elemento stesso si accendono.

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Arquà Polesine (Rovigo), 2002-2006
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Franco Navarrini
Elena Lavezzo (aspetti ambientali)

con | with
Studio Paparella

collaboratori | collaborators
Emanuele Ferrarese
Filippo Ruggero
Federica Balzan
Claudio Sarti

strutture | structural engineering
Giuseppe Romani

impianti | services engineering
Fabio Zanni
Simone Riccardi

sicurezza | safety
Enrico Bonvento

impresa | contractor
Impresa Cestaro Arrigo Trecenta (RO)

490 mq 1.536 mc

cliente | client
Comune di Arquà
 
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Vedetta panoramica

Vedetta panoramica

Il tema del concorso è la ricostruzione di una vedetta panoramica demolita. Partendo dall’analisi del luogo, alla ricerca di segni e ricordi per stabilire i principi del progetto, sono emerse alcune linee-forti assunte come guida e sostegno del disegno. Il progetto mira a evocare senza produrre falsificazioni: la scelta di forme pure, come il cubo, o la sagoma semplice dei ruderi è finalizzata a sottolineare la massima delicatezza dell’approccio progettuale che vuole dare maggior risalto agli elementi della natura circostante, così ricchi e nello stesso tempo fragili, utilizzando forme chiaramente riconoscibili nella loro essenzialità. Analogamente anche l’uso di materiali reperibili in loco, pietra e legno, nonché del loro utilizzo mediante tecnologie a secco si orientano verso un approccio di massima compatibilità, sottolineando inoltre la possibile reversibilità grazie allo smontaggio di ogni parte costituente l’intervento.

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Opicina (Trieste), 2008
concorso internazionale

progetto | architectural desig
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Emmanuele Dall’Oco

cliente | client
Amministrazione separata
dei Beni Civici di Opicina
 
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Paesaggi osmotici

Paesaggi osmotici

Il progetto ha il suo atto fondativo nel tracciato definito  dall’edificato esistente, a partire dal quale si genera una matrice costituita da “placche”. Le placche solide, di edificato, partendo dall’interno, si intrecciano alle placche naturali di verde che invece si muovono dalla laguna. L’intreccio fra le placche genera dei cretti che si configurano come spazi privilegiati di alto valore paesaggistico divenendo parte dei corridoi verdi che si insinuano e si riammagliano al verde già consolidato. Ogni placca verde del parco è trattata diversamente dalle contigue in modo da diventare elemento esclusivo, tenuta assieme dal circuito ciclo-pedonale, che corre lungo il waterfront sulla laguna, attraversa il parco raggiungendo le nuove residenze e ne diviene la rete di legame tra le parti. Le placche solide al loro interno si frantumano nella distinzione fra spazi costruiti e spazi aperti. L’edificato, esteso verso l’area di progetto stira l’esistente, assume la conformazione tipica delle località marittime, a pettine. L’irregolarità e la differenza nell’andamento del costruito, diventa fattore di qualità inserendosi in modo armonico nel contesto naturale. Il verde penetra tra gli  edifici sempre in modo diverso, definendo e differenziando gli spazi così da donargli un’identità precisa.

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Chioggia (Venezia), 2010 Progetto
Concorso di progettazione in due fasi

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

con | with
5+1AA Agenzia Architettura
Alfonso Femia
Gianluca Peluffo
Simonetta Cenci

collaboratori | collaborators
Michael Gamberini
Sara Voltani

cliente | client
Comune di Chioggia
 
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Case BS

Case BS

II recupero dei volumi esistenti, con applicazione del protocollo di sostenibilità ambientale ITACA, permette di pensare ad un insediamento residenziale di basso impatto, costituito da due fabbricati in linea collocati nella porzione di area frazionata che si affaccia verso la strada. Viene a prodursi un nuovo ordine, nell’allineamento dei due corpi di fabbrica e per la semplice forma degli stessi. Il nuovo intervento permette di dare continuità agli insediamenti residenziali lungo le strade principali caratteristici della campagna veneta. La tipologia edilizia unifamiliare, con un edificio ad un piano e uno a due piani, permette di ricreare una variazione pur nel mantenimento delle medesime caratteristiche tipologiche. Gli edifici richiamano la tipologia degli edifici rurali: il tetto a due falde, l’assenza di decorazioni, l’impianto a forma rettangolare. Quanto di buono nella tradizione costruttiva viene ripreso sopratutto considerando la collocazione dei fabbricati secondo le buone pratiche igienico-edilizie passate: l’allineamento dell’asse maggiore est-ovest, il posizionamento dei vani abitabili verso sud, dei vani accessori e dei percorsi a nord, le poche aperture a nord e le ampie aperture a sud schermate da un sistema di oscuri frangisole per la protezione solare estiva a sud. Il recupero della tradizione e le migliorie date dalle tecnologie attuali danno forma ai nuovi edifici.

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Roverdicrè (Rovigo), 2013
in costruzione | under completion

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Evelyn Boscolo
Michael Gamberini
Sara Voltani

sostenibilità ambientale | environmental sustainability
Davide Lanzoni SAIGE Srl

cliente | client
Privato
 
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Blocco M

Blocco M

Situato in un lotto triangolare limitato a ovest verso una strada di grande percorrenza il blocco-M è un edificio a destinazione residenziale commerciale. L’edificio si osserva velocemente dall’auto. Diventa parte del dinamismo e pertanto deve essere pensato per un’osservazione rapida. Le lunghe terrazze, intagliate nella parete di laterizio, seguono il movimento delle auto, lo accompagnano. L’architettura è silenziosa nonostante le dimensioni. Il mattone si alterna alle pareti intonacate. Sono questi a donare semplice dignità all’insieme. All’ultimo piano gli appartamenti in duplex si affacciano sul tetto giardino orientato a est verso le torri medievali. Sul fronte principale, oltre la circonvallazione, si trova un’area verde e poi la ferrovia. Linee parallele che non si contaminano ma si osservano da distante. L’edificio diventa una ulteriore linea, un nuovo limite.

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Rovigo, 2002-2008
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo (aspetti ambientali)

con | with
Studio Paparella

collaboratori | collaborators
Enrico Bonvento
Filippo Ruggero
Emanuele Ferrarese
Nicola Cappato

strutture | structural engineering
Giuseppe Romani

impianti | services engineering
Simone Riccardi
Lucchin

impresa | contractor
Cecchetto Spa e RDB Laterizi

cliente | client
Immobiliare tecnica Guerrato Spa
 
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Residenze sostenibili

Quartiere sostenibile

L’area di progetto si trova in un borgo rurale. Il progetto urbanistico è stato concepito con l’obiettivo di raggiungere elevati livelli di efficienza energetica. Gli edifici hanno orientamenti che consentono di adempiere al requisito del diritto al sole e di fruire di un corretto irraggiamento solare invernale di una protezione dallo stesso estiva. Sono state individuate tipologie diversificate per poter rispondere alle richieste di nuclei familiari medi e piccoli, con budget di spesa diversi. L’uso di colori contrastanti rende l’insediamento allegro, personalizzato e innovativo. La vocazione rurale, pur rivisitata, è comunque presente. Il progetto architettonico tiene conto dell’ottimale orientamento dei vani all’interno degli alloggi, finalizzato a migliorare il benessere dell’abitazione e la prestazione energetica dell’edificio. Elementi compositivi di filtro in legno caratterizzano le facciate regolando l’irraggiamento oltre che graduare il rapporto tra spazi interni ed esterni. Il posizionamento della vegetazione a foglie caduche e di terrazze a sud contribuiscono ulteriormente a migliorare la resa energetica complessiva degli edifici, fungendo, in estate, come protezione dal surriscaldamento, senza impedire l’effetto benefico dell’irraggiamento invernale.

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Boara (Rovigo), 2006-2016
in costruzione | under completion

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo (aspetti ambientali)

con | with
Roberto Ulisse

collaboratori | collaborators
Enrico Bonvento
Elena Sette
rendering
Utmost

impianti | services engineering
Simone Riccardi
Lucchin

impresa | contractor
Costruzioni orizzonte Srl

5370 mq 13.400 mc

cliente | client
Costruzioni orizzonte Srl

 
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Residenze e uffici

Residenze e uffici

Oggetto dell’intervento è il recupero di un edificio d’angolo su due piani, adiacente alla chiesa cinquecentesca della B.V. del Soccorso, ad uso residenziale e ufficio con una piccola corte sul retro, costruito negli anni ’60 trasformando un edificio esistente. Lo stile dell’immobile è modesto e privo di elementi caratterizzanti. Il rapporto tra l’edificio e il monumento che gli sta difronte e sui vincoli legati alla cortina edilizia esistente hanno determinato le scelte di progetto. I materiali e le tecniche usate sono tradizionali ma i modi del loro uso non cadono nella replica storicistica. Attraverso un’analisi del rapporto tra pieni, vuoti e gli elementi disegnati si ottiene una nuova immagine. Lastre in pietra bianca di Vicenza bordano le finestre che, come nell’edilizia minore, vengono ad assumere dimensioni diverse, divenendo motivo grafico che dialoga sia con lo spazio della piazza antistante sia con il ritmo delle colonne della chiesa.

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Rovigo, 2003-2005
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

direzione lavori | site manager
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini

collaboratori | collaborators
Marco Barbieri (rilievo)

impresa | contractor
Costruzioni Orizzonte Srl

cliente | client
Costruzioni Orizzonte Srl

 
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Spazio pubblico_piazza ex enel

Spazio Pubblico

Un luogo sottoutilizzato, posto tra l’edificio delle poste centrali e l’ex palazzo sede Enel lungo il corso principale di Rovigo, diviene uno spazio pubblico di collegamento tra il corso stesso e la piazzetta dell’auditorium del conservatorio. L’insieme diviene un sistema di piccole piazze che rivitalizza quest’area del centro storico del capoluogo. L’area pavimentata, in pietra di Trento chiara e ciottolato, dalla forma regolare dialoga con i percorsi in legno che lambiscono il sistema di sedute lineari e l’area a prato. Le nuove direzionalità delle sedute vanno a contrastare la regolarità delle parti pavimentate creando un insieme ricco pur con l’utilizzo di pochi materiali. Le sedute in metallo con all’interno striscie di led luminosi invitano i passanti ad addentrarsi nello spazio della piazza e a sostarvi. Le alberature esistenti sono state mantenute, nonostante il livello dello spazio sia stato alzato, creando delle grandi vasche protette da grigliati in cor-ten. L’illuminazione pubblica è stata studiata in modo da rendere sicuro lo spazio pubblico con l’utilizzo di pali luce e nello stesso tempo creare effetti suggestivi con l’utilizzo dei segnapasso e delle panchine illuminate. Uno spazio per pensare nella frenesia della città.

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Rovigo, 2009-2013
realizzato | completed.

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo.

strutture | structural engineering
Luca Turrini.

impianti | services engineering
Giovanni Rossi
Simone Riccardi.

illuminazione | lighting
Enrico Bozza.

cliente | client
Ediltea S.r.L.

 
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Edificio basso emissivo

Residenze in centro storico

L’intervento pone alla base della ristrutturazione alcune riflessioni sui temi compositivi e i caratteri formali legati alla cortina edilizia urbana, alla valorizzazione della posizione d’angolo e alle vedute significative. Il progetto di ristrutturazione prevede la demolizione del fabbricato esistente e la sua ricostruzione con la tecnologia del legno X-LAM. Questo scelta migliora l’efficienza energetica dell’edificio oltre che la sua risposta alle sollecitazioni sismiche. L’edificio si inserisce nell’edilizia urbana dei luoghi considerati senza sconvolgerla. La pianta a L si affaccia verso la strada a sud con il prospetto principale intagliato da aperture di diverse dimensioni che modificano costantemente il rapporto tra interno ed esterno. Il prospetto est diviene un’ampia parete cieca, con un’unica apertura mimetizzata dalla lavorazione a pieno e vuoto dei mattoni, che prosegue generando il muro di confine con la strada ciclabile. Entrambi i prospetti si caratterizzano per la tinta chiara. Nei prospetti opposti, affacciati al patio interno e tinteggiati di grigio scuro, la scala di accesso al piano primo è protetta da un rivestimento a doghe orizzontali che fungono da brise-soleil evidenziando il carattere introverso di questo lato dell’edificio. Al piano terra si articolano due appartamenti con accesso diretto dalla corte interna. Al piano primo si situano due appartamenti con ingressi indipendenti accessibili dal vano scala esterno. Uno dei due appartemtni è in duplex e al piano secondo si affaccia sul grande tetto-giardino dove è prevista una struttura in acciaio che permette di installare sistemi di protezione solare. Ciò che alla fine è stato realizzato è determinato da ciò che poteva essere accolto. Chi ricorda l’angolo abbandonato non crederà a quello che vede. In modo quasi surreale, una struttura dalla forma elementare molto sorprendente si trova proprio nell’angolo tra tre strade, come se fosse accidentalmente spuntata dal regno della geometria pura. Il contesto, con gli edifici residenziali circostanti degli anni Sessanta e Settanta, esalta ancora di più il contrasto.

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Rovigo, 2008 – 2023
completato | completed commessa | direct commission

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

con | with
Studio Bordin+Zagato


gestione cantiere | site management
CGTM architetti – Giuliano Crivellaro

strutture | structural engineer
Massimo Zanella Ingegneria

collaboratori | collaborators
Mauro Martarello
Michael Gamberini
Sara Voltani
Veronica Fornasiero

impresa | contractor
Costruzioni Orizzonte Srl

236,77 mq 710 mc

cliente | client
Costruzioni Orizzonte Srl

fotografie | photos
© Fabio Bascetta
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Casa C

Casa C

L’intervento è volto al recupero di un piccolo edificio posto a ridosso delle mura medievali della città, in grave stato di degrado, e alla sistemazione paesaggistica dell’area verde di pertinenza dello stesso. L’edificio adibito a magazzino, un tempo abitazione, viene riportato, con il progetto di ristrutturazione, alla destinazione originaria. L’immobile disposto su due piani è frutto di successive modifiche all’impianto storico originario del ‘900 su tessuto preesistente. L’intervento prevede il mantenimento della facciata in laterizio, come richiesto dalla soprintendenza ai BBA, trattata con stilatura dei giunti con malta speciale e riempimento delle lacune con coccio-pesto. Il resto del piccolo edificio viene mantenuto cercando di conferire, eliminando le superfetazioni e le incongruenze, un’immagine unitaria. Nelle finestre sul lato in facciavista vengono realizzate due imbotti in metallo per incorniciare e consolidare i bordi in laterizio. L’interno è caratterizzato dalla presenza di pochi elementi: la scala in metallo bianco con pedate in legno chiaro che passa dietro al volume essenziale del camino, il colore bianco che avvolge pareti e soffitto in legno per creare un ambiente luminoso e unitario, la pavimentazione grigio scura che contrasta con il candore delle pareti. L’area esterna sfrutta i dislivelli del terrapieno del Castello che vengono raccolti in un sistema di muri contenenti le scale di collegamento.

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Rovigo, 2006-2008
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators Mauro Martarello
Elena Sette
Lighting Design Enrico Bozza

strutture | structural engineering
Pietro Pennacchietti

impianti | services engineering
Simone Riccardi
Sauro Melega (Studio G.Rossi)

impresa | contractor
Reale Giuseppino Srl

556 mq  309 mc

cliente | client Privato