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Castello

Riqualificazione urbana e recupero dell’area del castello

Il recupero dell’area del castello di Rovigo si prefigge due obiettivi: riqualificare l’area e i manufatti storici esistenti aprendoli a nuovi usi e a nuove funzioni; ricucire il castello con la città attraverso la realizzazione di una rete di spazi pubblici collegati. Il progetto così pensato organizza tutte queste aspettative in un sistema integrato di percorsi guidati o liberi che consentono la fruizione visiva delle torri, delle mura e l’utilizzo degli spazi verdi e delle aree attrezzate che relazionano l’area del Castello al contesto urbano circostante. Vengono recuperate le segrete, attraverso un nuovo volume d’accesso parzialmente ipogeo, la cosiddetta casa “dei gatti”,  ampliata con un volume in vetro e acciaio, destinata a centro anziani, ludoteca, sala convegni e bar. Le recinzioni vengono abbattute così da collegare l’area alla città mediante le due nuove piazze. L’uso dell’acciaio cor-ten, del legno e del mattone permettono un’integrazione efficace con il contesto monumentale.

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Rovigo, 2005-2010
realizzato | completed

progetto | architectural design
Marco Venturi (capogruppo)
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Paolo Bolner
Emanuele Ferrarese

progetto di restauro | collaborators
Mario Piana

collaboratori | collaborators
Pietro Pennacchietti
Giuseppe Romani
Simone Riccardi
Gianfranco Tessarin
Marco Barbieri
Paolo Chiarion

direzione lavori | site manager
Alessandro Bordin

direzione artistica | art director
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

impresa | contractor
Paolo Beltrami Spa – Cremona

cliente | client
Comune di Rovigo
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Sette appartamenti + un ufficio

Sette appartamenti + un ufficio

L’idea generale è quindi quella di realizzare un intervento che integrandosi al contesto, divenga attivatore di un processo di riqualificazione dell’intera area. Il blocco su via Boscolo, ricomposto senza stravolgimenti, ma riequilibrando i prospetti e con l’utilizzo di materiali di qualità, ridefinisce la cortina edilizia e mitiga l’impatto del condominio adiacente degli annI ’60. L’intento è quello di creare una nuova atmosfera. Sul retro gli edifici si adattano al sito con forme semplici. L’andamento dei tetti, con lievi variazioni di pendenza, e i prospetti con diversificazione forometrica, rievocano la varietà dei centri storici senza cadere nello storicismo o nel mimetismo. Gli appartamenti cercano il miglior orientamento. Verso sud sono state pensate delle terrazze, come patii protetti che, come dei soggiorni all’aperto, divengono captatori di luce e aria in totale privacy. Lo studio dei volumi e la disposizione di terrazze e finestre ha seguito la logica di migliorare la qualità degli spazi preservando l’intimità degli inquilini evitando gli affacci diretti e in alcuni casi mitigandoli con l’inserimento di sistemi quali diaframmi tipo “gelosia” tipici dell’area veneta.

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Rovigo, 2013
in costruzione | under completion

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Evelyn Boscolo
Erica Sarti

strutture | structural engineering
Luca Turrini

sostenibilità ambientale | environmental sustainability
Davide Lanzoni SAIGE Srl

cliente | client
Privato
 
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Nuovo museo area ex stazione

Nuovo museo nell’area della ex-stazione

La linea emotiva del progetto tiene conto del tema del museo della grande guerra, posto dal bando, che determina una serie di riflessioni sugli avvenimenti tragici avvenuti a Caporetto e nella stessa Cividale. Le immagini dei campi inariditi dalla battaglia sui quali poi rinasce comunque l’erba rigeneratrice è diventata una delle idee guida della nostra proposta. L’idea è quella di estendere il parco di via Marconi verso l’area della ex stazione generando così uno spazio verde con varie funzioni ricettive che si configuri come elemento di connessione dei percorsi e delle attività. Il tema del nostro progetto è la rigenerazione proposto in una doppia chiave di lettura: come riqualificazione dei luoghi dismessi della ex stazione e delle aree adiacenti destinati a nuovi usi; simbolica, come capacità della natura di guarire le ferite provocate dalle battaglie donando nuova vita. Così l’erba ricopre le strade, ormai in disuso, creando nuovi spazi per lo svago e, nel contempo, copre lo spazio museale, dedicato alla prima guerra mondiale, rigenerando simbolicamente la memoria delle devastazioni. Il nuovo volume espositivo non comporta ulteriore consumo di suolo e lascia intatte le potenze intrinseche dell’area. Il limite del progetto è un muro/recinto che, evocando le mura di difesa ancora visibili a Cividale, connota e diventa il contenitore del nuovo intervento. Il muro rivestito in acciaio cor-ten ha anche un significato simbolico: il ferro come memoria della ferrovia dismessa, coerente con la funzione che conteneva, richiamando anche l’idea del filo spinato, degli obici, dei mitragliatori rugginosi che si conserveranno nel museo.

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Cividale del Friuli (Udine), 2013
concorso di idee

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

con | with
Franco Falzari

collaboratori | collaborators
Evelyn Boscolo
Michael Gamberini
Erica Sarti
Sara Voltani

cliente | client
Comune di Cividale del Friuli
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Ex Mof

Ex Mof

Le scelte progettuali mirano a intervenire in modo rispettoso, senza stravolgere le caratteristiche dell’edificio progettato dal Savonuzzi. Il primo approccio è quello di liberare la palazzina da ciò che non è originale e/o incongruo, accumulato e aggiunto nel corso degli anni. Il secondo intento è aprire, eliminando il tratto di mura di recinzione davanti all’ex Mof. In questo modo si aumenta l’effetto percettivo dell’edificio e della piazza retrostante, e si ricuce l’area alla città. Il terzo intervento: valorizzare. Il basamento che definisce un’unica quota per l’edificio e la piazza, è una rivisitazione dell’archetipo del crepidoma, in concreto un elemento rialzato, ma plasmato con piani inclinati che rende più accessibile l’area e più permeabile l’edificio, in tutte le direzioni. Quarto obiettivo, ribaltare e spostare il baricentro del sistema di accesso, non più su Corso Isonzo, ma sul basamento verso la piazza del masterplan di Benhisch. L’ambito di intervento è definito così dalla parte rialzata e dai due rettangoli di verde ai lati. Il basamento, alto 65 cm pari alla quota interna del piano terra dell’edificio, si flette a generare piani lievemente inclinati con pendenza secondo normativa per il superamento delle barriere architettoniche, o è inciso dai gradini e bucato dal verde degli alberi.

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Ferrara, 2014 concorso di progettazione | terzo premio

progetto | architectural design navarriniarchitetti e associati Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators Roberto Argenti
Roberta Chiorboli
Michael Gamberini
Elena Sette


cliente | client Ordine degli Architetti di Ferrara
Comune di Ferrara

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Re-Quality

Riqualificazione centro storico

Il progetto si propone di rispondere alla volontà dell’Amministrazione di riqualificare e valorizzare l’area di “Piazza degli Alpini” e recuperare l’edificio della ex latteria “S. Antonio Abate”. L’idea complessiva è quindi quella di valorizzare gli spazi del centro di Carrè dando un’immagine unitaria, ma con diverse possibilità d’uso, a seconda dei modi, dei fruitori e degli orari della giornata. Nella quotidianità il progetto consente un attraversamento veicolare a senso unico, la frequentazione delle aree solamente pedonali e quindi in totale sicurezza per bambini e anziani, un facile accesso alle attività commerciali e agli uffici pubblici e privati, mentre in giornate particolari la possibilità di ridurre ulteriormente l’area di accesso alle auto favorendo un uso esclusivamente pedonale e ciclabile degli spazi centrali. Il progetto intende fare memoria di un alto muro di recinzione presente in passato su via Roma, realizzando un elemento architettonico lineare, che si dichiara in alzato di 60 cm, definendo così un limite percettivo e riconoscitivo. Questo nuovo elemento, memoria dei “canali” di raccolta acqua, diviene anche arredo urbano, luogo di seduta, vasca per le alberature, spazio dove camminare ad una quota rialzata, e nel contempo, risolve i dislivelli piegandosi a divenire rampa o scala di accesso. Il nostro progetto per la latteria mira a valorizzare gli elementi archiettonici presenti (ciminiera) senza intervenire in maniera storicista o mimetica.

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Carrè (VI), 2015
concorso di idee, 4° premio

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Elisa Mantovani
Riccardo Segradin

cliente | client
Comune Carrè
 
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Ex enel

Rigenerazione palazzo ex enel

“Siamo tutti provinciali e questo ci salverà in ogni tempo o condizione. Lo sguardo con cui affrontiamo il mondo e la volontà di stare nel mondo e riportare il mondo nel nostro paese deve e può ripartire dal lato positivo di questa peculiare caratteristica. La provincia è il contesto dove è possibile che accada qualcosa di nuovo, silenziosamente, in maniera forse lenta, a volte minima, ma con una dinamica che oggi ancor di più assume valore, differenza, autonomia.” (cit dalla prefazione di Alfonso Femia al libro “in between out” navarriniarchitetti e associati).

La riqualificazione urbanistica, ambientale ed edilizia di questo edificio, ex sede direzionale di ENEL, si muove contemporaneamente tra il rispetto dell’“immaginario collettivo”, mantenendo integra la facciata in mattoni a vista su Corso del Popolo, e la volontà di caratterizzare l’intervento attraverso alcuni elementi che non sono mai solo il segno del nuovo, ma hanno sempre una valenza ambientale/funzionale. Gli interventi mirano a restituire un’immagine contemporanea e unitaria. Il prospetto su Corso del Popolo si caratterizza per la presenza di due nuovi elementi: il volume d’angolo e la loggia a sbalzo rivestiti in lamiera forata. Per quest’ultima il rivestimento funge da “seconda pelle” e viene tagliato secondo il ritmo delle aperture. Verso la corte interna a sud si affaccia il “giardino d’inverno” che risponde contemporaneamente al ruolo distributivo, estetico e di efficientamento energetico: pensato per ospitare il blocco scale delle residenze diviene un accumulatore passivo di energia termica con l’apporto della geotermia. L’intervento comprende la realizzazione e cessione di uno spazio ad uso pubblico, una piazzetta il cui disegno si adatta ai grandi alberi preesistenti. Uno spazio per pensare, nella frenesia quotidiana, che diventa elemento di ricucitura tra edificio e città.

 
Rovigo, 2005-2014
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini (coordinamento)
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Paolo Bolner
Elena Sette

strutture | structural engineering
Luca Turrini

impianti | services engineering
Giovanni Rossi
Simone Riccardi

acustica | acoustic
ing. Stefano Benà

sicurezza | safety
ing. Massimo Zanella

impresa | contractor
Vilnai S.p.a.

cliente | client
Ediltea S.r.L.
 
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Stadio per il rugby

Stadio Mario Battaglini

L’Amministrazione Comunale di Rovigo nel raccogliere le aspettative del movimento rugbystico regionale e nazionale ha dato atto alla progettazione per il recupero e l’ampliamento funzionale dello Stadio “Mario Battaglini” di Rovigo, vero patrimonio comune in termini di eccellenza sportiva e di architettura dedicata allo sport. Lo Stadio risulta essere un elemento di assoluta valenza per la disciplina del rugby, ben presente nella memoria collettiva di ogni appassionato di sport anche di discipline diverse, luogo che ha dato per tanti lustri e ancora oggi,  motivo di orgoglio e di appartenenza ad un comunità sportiva e di identità collettiva in genere. Il progetto generale, realizzato per ora solo nel primo stralcio, prevede l’adeguamento delle tribune e degli spogliatoi, la sistemazione dei percorsi e degli spazi per il pubblico, la realizzazione di una palestra di muscolazione, il riutilizzo dei vecchi spogliatoi, la nuova illuminazione per le riprese televisive, la creazione di un museo e degli alloggi per gli atleti. Leggeri rivestimenti metallici, nei colori del club, rinnovano l’immagine generale senza interferire con l’architettura originale dei manufatti.

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Rovigo, 2010-2011
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

con | with
Marco Nonveiller
Gianluca Trentini

collaboratori | collaborators
Michael Gamberini
Sara Voltani

strutture | structural engineering
Luca Turrini

impianti | services engineering
Massimo Bordin

sicurezza | safety
Massimo Bordin

impresa | contractor
RE. TI. CE. S.n.c.

cliente | client
Comune di Rovigo

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Scuola di Crespano

Scuola primaria Crespano del Grappa

Progettare uno spazio per l’apprendimento ha importanti valenze educative e psicopedagogiche. In questo caso, la scuola, si estende oltre i confini fisici, diviene piazza, definisce e connota i luoghi e gli spazi collettivi adatti a molteplici usi. L’edificio si articola in una forma compatta che accoglie all’interno gli elementi della natura e nel contempo si apre al paesaggio attraverso grandi vetrate. Le corti interne diventano aule all’aperto: le pareti in gres bianco sono superfici lavabili su cui poter scrivere in totale libertà. Con gli orti, estensione all’esterno dello spazio aula, la natura diviene tema dei compiti di realtà. Dal punto di vista dell’innovazione, le aule e i laboratori sono forniti di dotazioni tecnologiche in numero adeguato alla didattica 2.0; gli arredi sono finalizzati al cooperative learning per lo sviluppo delle competenze chiave. Gli orientamenti ottimali degli ambienti e la forma e il pacchetto parete spingono l’edificio quasi allo standard passivo.

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Crespano del Grappa (TV), 2016
concorso di idee

progetto | architectural design navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators Valentina Rossini
Sara Voltani

cliente | client
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e Comune di Crespano

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casa_NL

casa_NL

L’intervento riguarda un edificio realizzato nei primi anni ’50. Si tratta della ristrutturazione di un’abitazione al piano primo, degli spazi di servizio /tecnici e di uno studio professionale al piano terra. La volontà è stata quella di mantenere la natura dell’edificio non perdendo il tracciato compositivo originario. Le facciate richiamano l’impostazione vagamente razionalista dell’edificio originario. Per il controllo solare sono stati installati frangisole in metallo e serramenti a taglio termico e acustico. Il miglioramento della prestazione dell’involucro è garantito da una coibentazione di 16 cm in EPS. Alcuni elementi sono stati semplificati e/o celati, come il portoncino d’ingresso a raso che diviene così parte della fascia più scura che raccoglie tutti gli ingressi sul fronte strada. Il sistema di riscaldamento e di produzione dell’acqua calda sanitaria è alimentata da sole risorse rinnovabili, pellet invernale e solare estivo integrato con un sistema di ventilazione meccanica (VMC) e condizionamento alimentati dall’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica al fine di ridurre i costi di gestione e le emissioni di CO2 in atmosfera.

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Rovigo, 2016
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Elisa Mantovani
Riccardo Segradin

strutture | structural engineering
Luca Turrini

impianti | services engineering
Angelica Menegatto
Enrico Bozza

sicurezza | safety
Andrea Cavecchia

impresa | contractor
Reale Giuseppino S.r.l.

serramenti | windows
Finstral – Solsystem S.r.l.

cliente | client
Privato