projects

Casa CP

Casa CP

Il progetto prevede l’ampliamento di un edificio degli anni ‘80 recuperando un volume adiacente attualmente adibito a deposito. Il nuovo volume realizzato con struttura in muratura pesante con cappotto in EPS e tetto in legno isolato, si dichiara in alzato ad un altezza di +50 cm. Nella sua essenzialità complessiva il nuovo volume recupera alcuni elementi tipici della campagna veneta come: i diaframmi a “gelosia” e il tetto a falde. L’interno è pensato come un unico ambiente adattabile a varie esigenze.

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Frassinelle (RO), 2016
progetto | project

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Elisa Mantovani

cliente | client
Privato
projects

Casa SZ

Una adiacenza

Una casa accostata degli anni ‘50, posta nella cintura interna residenziale di Rovigo, si rinnova e contestualmente aumenta di valore grazie ad un piccolo intervento di ampliamento che consente di realizzare un nuovo volume con destinazione cantina e bagno. All’esterno il volume si piega e lo sbalzo ottenuto crea un piccolo spazio coperto utilizzabile come ricovero biciclette o come spazio coperto all’aperto per meditare.

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Rovigo, 2017 – 2019
realizzato | completed

progetto e DL | architectural design, site manager
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Erica Guolo

strutture | structural engineering
Massimo Zanella

sicurezza | safety
Filippo Ruggero

impianti | services engineering
Angelica Menegatto

impresa | contractor
Reale Giuseppino S.r.l.

cliente | client
Privato



projects

Nuova facciata sede aziendale

Nuova facciata sede aziendale

Il committente ci ha invitati a proporre un’idea per la facciata principale della sede aziendale. La proposta si fonda sull’uso di un frangisole ceramico montato su telai in acciaio. Il montaggio di elementi modulari crea una parete mutevole come un tessuto dal forte impatto visivo. E’ un prodotto economico che contribuisce al controllo solare migliorando il benessere. La nuova facciata è amichevole, non è un muro ma un filtro aperto verso l’esterno.

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Badia Polesine (RO), 2014
concept

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

cliente | client
Zhermack S.p.a.
projects

Piazza Duomo e via Bonatti

Piazza Duomo e via Bonatti

Dall’analisi della documentazione storica si comprende come sin dal 1748 il sagrato abbia la forma attuale semicircolare. La volontà è quella di mantenere il sagrato come elemento storico consolidato. Nelle stampe di fine ‘800 si nota il sagrato attuale, protetto da paracarri, e un percorso diagonale lastricato che conduce da via Trento al sagrato stesso. Questo percorso ha dato origine al segno diagonale del progetto che, da via Trento, parallelamente alle facciate degli edifici del fronte est, si prolunga sulla piazza e si conclude contro il palazzo Manfredini. Questo segno attualizza l’antico percorso diagonale e connette idealmente via Trento, e via Laurenti, dove anche il Rossettiano Palazzo Roverella è orientato sulla medesima diagonale. La diagonale si evidenza anche tridimensionalmente in quanto la piazza si eleva di 30-40 cm rispetto alla quota dall’attraversamento carrabile. Per omogeneizzare lo spazio, così da pervenire ad una visione unitaria, si è privilegiato per le pavimentazioni l’uso della trachite grigia posata a correre. Lo spazio è misurato e suddiviso da fasce in pietra chiara, che si originano dalle paraste della facciata del Duomo, sulle quali emergono elementi di seduta dalla forma di semplici parallelepipedi.  A fianco di questi sono previste piantumazione di essenze arboree a foglia caduca generanti ombra e fresco nei mesi estivi.

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Rovigo, 2005-2011
parzialmente completato

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

direzione lavori | site manager
Alessandra Avezzù

direzione artistica | art director
Roberto Navarrini

sicurezza | safety
Matteo Cappellozza

cliente | client
Comune di Rovigo
Immobiliare Bordin S.r.l (piazza)
Ediltea S.r.l. (via Bonatti)
 
projects

Cimitero

Cimitero Polesella

Gli elementi di vincolo emersi dall’analisi sono la crescita disordinata del complesso cimiteriale e l’esiguità dell’area a disposizione per i nuovi interventi. Il progetto propone un nuovo elemento ordinatore che assorbe e amplifica le componenti forti dell’esistente. L’intervento si caratterizza come “metafora dell’ordine” e vuole esaltare il concetto archetipo del recinto posto a custodia del luogo di sepoltura. La nostra proposta ricerca la coincidenza tra forme architettoniche e significati simbolici del luogo. Vengono individuate delle fasce tematiche che generano un codice a barre che guida l’organizzazione degli elementi del progetto. Lungo le fasce si ri-organizzano gli elementi: la strada, il verde di mitigazione, il nuovo costruito con i percorsi, i parcheggi e i servizi. A tenere insieme le fasce c’è il recinto/muro che, generato  dal nuovo intervento, raccoglie gli elementi esistenti e si configura come vero e proprio limite. Viene proposto quindi un nuovo ampliamento a est che assume l’asse nord-sud dell’insediamento esistente. La maglia generata dal codice a barre si estende anche all’esterno organizzando gli spazi. Il sistema del verde è trattato secondo tre temi che rievocano la tipologia del paesaggio polesano: il prato metafora del campo coltivato, il filare di cipressi e il pioppeto.  Dal parcheggio a sud il visitatore può scegliere due percorsi: il primo rettilineo, in stabilizzato fermo, affiancato dal filare di cipressi che conduce in asse al nuovo ingresso; il secondo zigzagante in ghiaia mossa, attraversa un pioppeto e conduce all’ingresso attuale. Entrambi i percorsi hanno la funzione rilassare e permettere al visitatore un momento riflessione prima dell’ingresso nel luogo del ricordo.

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Polesella (RO), 2010
concorso di progettazione

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Marco Nonveiller
Michael Gamberini
Sara Voltani

cliente | client
Comune di Polesella
 
projects

Corten office

Corten office

Presupposti essenziali che hanno guidato il progetto preliminare per la palazzina uffici della Barberini Allestimenti sono stati: la ricerca di un’immagine forte, ma allo stesso tempo generata da pochi elementi; l’elevata qualità ambientale interna con una concreta diminuzione dei consumi energetici. L’edificio si inserisce nel contesto con forza assumendo una forma pura parallelepipeda, privo di aggetti quasi un blocco di marmo ancora da sbozzare. Il parallepipedo viene “intagliato” da linee che si generano dal terreno come venature o crepe che dal terreno salgono sulla facciata e costituiscono il sistema dei pieni e dei vuoti. Il rivestimento in acciaio cor-ten ossidandosi conferisce all’edificio un particolare effetto cromatico tendente al rosso bruciato, che lo connota come un oggetto presente da tempo quasi una permanenza rispetto all’intorno poco caratterizzato. Le precise richieste del bando e i vincoli di volume (circa 7900 mc) e altezza (12,00 ml) hanno determinato alcune fondamentali scelte. La necessità di superfici ai piani terra e secondo per gli uffici tecnici e di progettazione e la loro possibilità di rapito collegamento ha determinato la scelta di abbassare di 50 cm il piano d’imposta del fabbricato in modo da ottenere al piano terra un doppio livello col il ricavo di un soppalco. Ufficio tecnico, a piano terra , e ufficio progettazione al piano soppalco sono collegati da un vano scala esclusivo che garantisce la relazione fra i due uffici. La nostra proposta prevede una organizzazione degli spazi aperti con l’obiettivo di definire aree di lavoro di alta qualità. Tutta l’area attorno alla palazzina è coperta di un manto verde a fasce di essenza diversa, in modo che affacciandosi alle finestre il colore predominante è il verde che dona calma e concentrazione. Le fasce di verde “salgono” idealmente sulle facciate a nord e a ovest e determinano un’alternanza di fasce piene e vuote. Queste fasce a tutta altezza.

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Rio di Monterado (AN), 2004
Concorso di progettazione

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini (capogruppo)
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Enrico Bonvento
Sara Cuccu
Emmanuele Dall’Oco
Luca Paparella
Michele Peretto
Davide Vason

cliente | client
Barberini Allestimenti Spa
 
projects

Centro sportivo

Centro sportivo 

Il tema del concorso presenta un interessante dualismo di fondo: l’esigenza di visibilità e dall’altra la necessità di rispettare la ricchezza, sotto il profilo ambientale, dell’insieme paese-campagna veneta nel quale viene situato l’edificio. Come le diverse coltivazioni agricole si distinguono secondo l’andamento dei campi e il colore della vegetazione, siamo partiti dall’idea che l’area possa essere “sezionata” in  strips tematiche che definiscono precise attività. Un lungo muro che corre da nord a sud delimita l’area destinata alla viabilità e parcheggi in modo che questa non sia visibile dalle altre aree dell’intervento. “Calamitato” dalla presenza del muro l’edificio diviene una strip più larga a cui si affiancano strips dei percorsi e del verde. In questo insieme rigoroso emergono alcune singolarità: la rotazione del campo all’aperto allo scopo di seguire l’andamento delle linee dei terreni coltivati; o lo slittamento “in avanti“ del corpo superiore dell’edificio quasi a voler far entrare la piazza al suo interno; il percorso che si snoda nel verde e che deriva la sua forma dalla proiezione di uno dei gorghi. Le aperture, molte verso sud e a nord, ridotte a ovest e assenti a est, fanno penetrare la luce naturale creando situazioni inattese. Attraverso le doghe in fibro-cemento, con ritmo alternato, pieni e vuoti si alternano con ritmo sincopato. La luce naturale crea situazioni non previste: la staticità, la ripetizione, l’alternanza la non misurabilità la variabilità della natura.

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Trecenta (RO), 2006
concorso di progettazione

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Enrico Bonvento
Sara Cuccu
Francesco Davin
Michele Peretto
Monia Trevisan

consulenti | consultans
Zeta Service
Paolo Chiarion

strutture | structural engineering
Pietro Pennacchietti

cliente | client
Comune di Trecenta
 
projects

Urban center

Urban center

L’info-box è stato concepito come una struttura di dimensioni contenute, circa 300 mq, ma molto visibile. Un luminoso elemento d’arredo più che un edificio che non cerca il dialogo “in assonanza” con le preesistenze, ma si propone come un nuovo inserimento che diviene occasione per dare nuovo ruolo a Piazza della Repubblica, integrandola in un sistema di spazi aperti. L’edificio si dispone parallelamente al portico del Palazzo Ater portando il flusso dei passanti a riflettersi lungo la sua parete vetrata e, nello stesso tempo, partecipare a questo passeggio i visitatori del padiglione. Il vetro non è a filo con la copertura, ma si ritrae di circa 80/90cm, dando luogo così ad una lunga “panchina” per la seduta, su tre lati, per i cittadini. Non è quindi un oggetto chiuso, ma si apre alla città attraendo i passanti e i visitatori. Il padiglione si appoggia sull’aiuola esistente rispettando e valorizzando la grande magnolia in angolo con Corso del Popolo che si trasforma in elemento del progetto. Dal punto di vista geometrico in pianta il progetto nasce dalla figura del quadrato (lo spazio mostra), che si espande e diviene un rettangolo, per contenere gli spazi accessori. Su questo quadrato si appoggia uno dei simboli di Rovigo la rosa (Città delle Rose), che si geometrizza e da luogo all’andamento dei pannelli espositivi interni.

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Rovigo, 2004
Studio di fattibilità

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Roberto Navarrini
Franco Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
GMPR group
Isoclima S.p.a.
P.i. Fabio Zanni
P.i. Simone Riccardi

cliente | client
Comune di Rovigo
 
projects

Laboratorio artigianale ICE BOX

Laboratorio artigianale ICE BOX

La tecnologia del legno, proposta alla committenza, era la più efficace a risolvere una dualità di fondo del progetto: la velocità di esecuzione e la resa energetica elevata. Il risultato è un edificio che si inserisce con chiaro vigore nel contesto ma in modo armonico, tra la strada di grande percorrenza (SS 16) e il fiume Canalbianco. Diviene dunque un elemento  di cerniera in un luogo anonimo senza elementi distintivi. La struttura del nuovo edificio, con maglia 5×3 ml, posata su plinti, si dichiara in alzato sostenendo a quota +50 cm il piano di calpestio, costituito da un solaio con struttura in legno. La  “soletta” rialzata diventa parete e poi senza discontinuità forma la copertura della struttura che sarà realizzata con pannelli in legno con isolante e impermeabilizzante. Il legno non è in vista ma, una volta isolato termicamente, viene rivestito con intonaco, elemento tradizionale dell’architettura padano-veneta. La parte più chiusa, quella della produzione, dialoga con le ampie vetrate del lato vendita che guardano verso la campagna circostante e la vegetazione che abbiamo preservato sul retro. La lunga rampa raccorda gli elementi divenendone essa stessa componente eccezionale. In un luogo di distratto e rapido attraversamento il colore gioca un ruolo essenziale: l’arancione della parete in contrasto con il grigio delle pavimentazione in cemento lisciato e il crema della C pavimento-parete-tetto, attrae senza bisogno di ulteriori inutili richiami percettivi.

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Bosaro (Rovigo), 2005-2006
realizzato | completed

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo (aspetti ambientali)

con | with
Enrico Bonvento

collaboratori | collaborators
Alessia Tognin
Emmanuele Dall’Oco

strutture | structural engineering
Paolo Pennacchietti

impresa | contractor
Rasom Holtz & Ko

65,00 mq 110,00 mc

cliente | client
Privato
 
projects

Piazze e spazi pubblici

Piazze e spazi pubblici

Il progetto si propone di rispondere alle esigenze dell’Amministrazione poste in luce dal bando, in particolare, alla volontà di poter offrire un maggior numero di spazi di qualità per la collettività. L’idea si concretizza nella riorganizzazione del sistema del traffico e nella riqualificazione degli spazi nel nucleo storico del paese. Attraverso una serie di disegni analitici, agendo con un sistema per sottrazione, si individuano alcuni elementi chiamati “muri invisibili” che pur non essendo muri veri e propri impediscono l’attraversamento, producendo una separazione dei percorsi. Un tappeto in ciottoli di porfido rievoca l’immagine dell’acqua del fiume che anticamente serviva per trasportare il legname. Esso si distende come un liquido, mentre le fasce in pietra di Trento non levigata, tipica dei luoghi, ricordano l’immagine dei tronchi galleggianti o delle zattere utilizzate per il trasporto delle merci. Generate da alcune direttrici esistenti nel contesto, le fasce lapidee collegano le varie parti siano esse pedonali o carrabili e mirano a collegare e a ordire una trama che definisce il prevalere degli usi pedonali e ciclabili su quelli veicolari che comunque permangono. Il progetto prevede anche la realizzazione di due elementi funzionali ed estetici a sbalzo con parapetto in cor-ten sul fiume Brenta con la finalità di creare due punti di vista di rilievo paesaggistico e la  volontà di consolidare il rapporto dei Valstagnesi con il corso d’acqua.

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Valstagna (Vicenza), 2012
concorso di idee | competition
3° premio

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Elena Sette
Michael Gamberini
Sara Voltani

cliente | client
Comune di Valstagna (VI)