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L’area oggetto di intervento è costituita dal sito dell’Ex- Depuratore di viale Porta Po situato nel territorio comunale di Rovigo, attualmente dismesso e non più rispondente alle esigenze infrastrutturali della città. L’intervento si inserisce all’interno di una più ampia strategia di rigenerazione urbana, finalizzata al recupero e alla valorizzazione di ambiti degradati o inutilizzati, con l’obiettivo di restituirli alla collettività attraverso nuove funzioni pubbliche, ambientali e sociali. ll progetto di PFTE, denominato “Parco dei Cerchi Urbani”, nasce dalla volontà dell’Amministrazione di rigenerare un’area oggi marginale, valorizzandone la memoria industriale e trasformandola in un nuovo polo urbano a vocazione verde, culturale e ricreativa. Il nome richiama la configurazione delle vasche circolari e dei volumi cilindrici dell’ex depuratore, reinterpretati come elementi identitari del nuovo pae-saggio, nonché il valore simbolico del cerchio quale forma di connessione, equilibrio e continuità tra passato e futuro. Il nome “Parco dei Cerchi Urbani” trae ispirazione sia dalla configurazione fisica dell’area sia da un riferimento culturale all’opera “Alcuni cerchi” di Vasilij Kandinskij, in cui la forma diventa elemento generatore di armonia, relazione e dinamismo. L’intervento contribuisce al rafforzamento della biodiversità e delle infrastrutture verdi attraverso azioni di rinaturalizzazione, incremento delle superfici permeabili e riqualificazione ecologica del sito.
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A partire dai temi centrali proposti dall’Amministrazione ossia: rifunzionalizzare ed efficientare, abbiamo definito i punti fondamentali del progetto di masterplan. Il contesto della città di Montegrotto, inserita nel bacino collinare e termale dei Colli Euganei, è quello di un insieme di fatti urbani dispersi ma in parte collegati e definiti dalla vocazione prevalentemente legata alle attività termali. Stabilimenti termali, alberghi sono la principale caratteristica della città. L’area di Piazza Mercato sembra un elemento scollegato al resto dell’abitato, una sorta di vuoto urbano. L’idea di fondo è quindi quella di riconnettere l’area alla città, migliorandone l’attraversabilità e dotandola di nuove funzioni, servizi pubblici e spazi collettivi all’interno di una nuova rete di percorsi che si generano dalla nuova copertura. Questa funge da elemento ordinatore con i suoi oltre 6000 mq di copertura.Il progetto della copertura si configura come il cuore della nostra proposta. La forma della copertura è a falde asimmetriche per frammentare la massa costruita e ridurre la scala percepita dell’intervento. Quindi il sistema della copertura avrà falde più lunghe verso sud in modo da installare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e falde più corte e più inclinate verso nord. Il sistema delle falde è alternato a spazi scoperti, porticati e alberati, che divengono spazi neutri variamente utilizzabili. L’alternanza tra spazio coperto e scoperto, tra alto e basso, articola l’insieme e dialoga con gli spazi aperti, generando un sistema armonico che rafforza il contesto. L’andamento spezzato della copertura ricorda il profilo dei Colli Euganei così che il luogo sia facilmente identificato dagli abitanti e dai turisti. Gli spazi aperti che vanno da Corso Terme a via Siesalunga sono concepiti come un grande bosco urbano realizzato mantenendo quanto più possibile le alberature esistenti e inserendo nuove piantumazioni lungo i percorsi pedonali.
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