Ex Mof

Le scelte progettuali mirano a intervenire in modo rispettoso, senza stravolgere le caratteristiche dell’edificio progettato dal Savonuzzi. Il primo approccio è quello di liberare la palazzina da ciò che non è originale e/o incongruo, accumulato e aggiunto nel corso degli anni. Il secondo intento è aprire, eliminando il tratto di mura di recinzione davanti all’ex Mof. In questo modo si aumenta l’effetto percettivo dell’edificio e della piazza retrostante, e si ricuce l’area alla città. Il terzo intervento: valorizzare. Il basamento che definisce un’unica quota per l’edificio e la piazza, è una rivisitazione dell’archetipo del crepidoma, in concreto un elemento rialzato, ma plasmato con piani inclinati che rende più accessibile l’area e più permeabile l’edificio, in tutte le direzioni. Quarto obiettivo, ribaltare e spostare il baricentro del sistema di accesso, non più su Corso Isonzo, ma sul basamento verso la piazza del masterplan di Benhisch. L’ambito di intervento è definito così dalla parte rialzata e dai due rettangoli di verde ai lati. Il basamento, alto 65 cm pari alla quota interna del piano terra dell’edificio, si flette a generare piani lievemente inclinati con pendenza secondo normativa per il superamento delle barriere architettoniche, o è inciso dai gradini e bucato dal verde degli alberi.

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Ferrara, 2014
concorso di progettazione

progetto | architectural design
navarriniarchitetti e associati
Franco Navarrini
Roberto Navarrini
Elena Lavezzo

collaboratori | collaborators
Roberto Argenti
Roberta Chiorboli
Michael Gamberini
Elena Sette

cliente | client
Ordine degli Architetti di Ferrara